Youth

Youth, la pausa caffé di Paolo Sorrentino

Dopo la fatica di La Grande Bellezza Paolo Sorrentino ha deciso di prendersi una pausa. Di uscire un attimo di fuori, bere un caffè e fumare una sigaretta. Dal frastuono mondano della città di Roma alla tranquillità meditativa delle montagne svizzere. Sorrentino si mangia un kit kat mentre noi siamo testimoni dell’ennesima prova di forza del regista napoletano.

Youth segue le vicissitudini di Fred Ballinger (il sempre carismatico Michael Caine), un grande direttore d’orchestra, durante le sue vacanze in un lussuoso hotel tra le Alpi.

Accompagnato da sua figlia Lena (Rachel Weisz, come al solito, stupenda) e il suo vecchio amico Mick (un divertente e poderoso Harvey Keitel) avrà il tempo di riflettere sul passato, gestire un presente incerto e fantasticare su quello che verrà.

youthPNG

Il film è il rovescio della medaglia dell’arcipremiato La Grande Bellezza. Se nel film del 2013 seguivamo le avventure del mondano Jep Gambardella qui ci raccogliamo intorno alla calma di Fred Ballinger come a voler esplorare l’altra metà della realtà umana, con lo stesso obiettivo finale di riflettere su se stessi, l’arte e le relazioni umane ma da un punto di vista totalemente diverso. Dalla confusione vorticosa della festa alla lucidità sempreverde del balneario meditativo.

Come al solito lo stile di Sorrentio sovrasta prepotentemente ogni cosa e si fa palese come non poteva essere diversamente.

La cinepresa è capace di cose solo a lui permesse, il ritmo altalenante del film ci scombussola e rilassa allo stesso tempo e il gusto per l’estetica più arty è sempre il marchio di fabbrica. C’è chi si lamenta di questo, della pomposità del regista, della sua artificiosa prepotenza, noi di Los de la Bici, invece, difendiamo questo gusto per l’estetica.

I temi ricorrenti del regista vengono di nuovo a galla: dalla passione per il calcio come circo necessario, alla musica come motore vitale passando per il cinema e l’arte per se come falsa forma di redenzione.

Il dolce far niente prende forma e il bellissimo contenitore che ci offre Sorrentino ha un contenuto dalle mille sfumature.

C’è simpatia, c’è acidità, c’è sarcasmo, c’è autocritica e c’è anche una gran voglia di divertirsi. Il cast protagonista è eccezionale e i personaggi secondari sono tutti all’altezza, soprattutto Jane Fonda e la sua breve ma intensa apparizione, una montagna russa in mezzo ai prati e alle mucche.

Così, con la delicatezza dei geni, Paolo Sorrentino lo ha fatto di nuovo. Come quei giocatori che giocano senza sudare e fanno assist e gol memorabili, senza spettinarsi e con poca fatica ha creato un’altro film per la storia.

È arrivato il momento di rilassarsi, i postumi della sbornia non sono mai stati così piacevoli.

Deja un comentario

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *