Mr. Robot

La guerra è iniziata.

I supereroi non hanno piú superpoteri; I supereroi no hanno piú un simbolo, non volano, non indossano costumi dai colori sgargianti; I supereroi non hanno nè viso nè nome. I supereroi non esistono piú.

È quello che sicuramente pensa Sam Esmail, il creatore di Mr. Robot, l’ipnotica, agghiacciante e pericolosissima serie TV prodotta da USA Network.

I supereroi si fanno di morfina, sono schizzofrenici e non hanno scrupoli. Signori e signore non abbiate paura, Mr. Robot vi protegge.

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Di giorno Elliot é un semplice tecnico informatico di un’importante azienda di cybersecurity, di notte é un supereroe.

Non indossa calzamaglie e non vola tra i grattacieli di New York; ha un computer, internet e tanta informazione. In un clima di paranoia il protagonista, con l’aiuto di una bizzarra squadra di hackers capitaneggiata dal misterioso Mr. Robot, s’imbarca in un’oscura trama di pirateria informatica con l’obiettivo di fare cadere l’intero sistema bancario.

I capitoli, che avanzano in un continuo scalare di tensione, paranoia e paura, si centrano soprattuto nella figura di Elliot interpretato da un superlativo Rami Malek (Los Angeles, 1981).

L’attore crea quello che sicuramente sia il suo personaggio piú carismatico e magnetico, in costante equilibrio tra sobrietá e pazzia.

Perchè Elliot non è solo un informatico dal cuore d’oro ma è anche un tossicomane schizzofrenico che deve quindi fare fronto alla sua dipendenza dalla morfina e al sapere differenziare la realtà dalle allucinazioni. Insomma, una situazione a dir poco delicata.

La guerra è iniziata e, come al solito, sappiamo chi la vincerà.

Interessante anche il lavoro di Christian Slater anche se, come al solito, pecca di quell’enfasi gigionesca che lo ha reso celebre.

La regia di Niels Arden Oplev (Dead Man Down), con l’inestimabile aiuto della fotografia di Tim Ives, è tenebrosa al punto giusto, frenetica ma elegante, sempre pulita ed esteticamente convincente.

Poche serie TV si azzardano a spiegare senza troppi scrupoli la situazione sociopolitica dell’odierna società occidentale.

Senza mezze parole e lasciando da parte impostate riflessioni etiche e morali, in questa proposta incendiaria non ci sono nè buoni nè cattivi e tutto galleggia su un mare di poca speranza e tanta paura.

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