Il Primo Colpo (Una premessa)

Qualche mese fa il caro Bruno mi incaricò il prologo per un suo progetto editoriale. In questo post potete leggerne il risultato. Ci sono sicari futuristi, una coperta che sembra un mantello e un eroe molto poco eroico. Los de la Bici continua a lavorare per voi, piano piano, ma continua a lavorare. Prossimamente grandiose novità alla vista! Stay tuned.

colpo

Di fuori pioveva e faceva freddo, erano le dieci di sera di un martedì di gennaio. Protetto dal freddo umido da una calda coperta ero seduto nel divano e mi preparavo a guardare un film, credo fosse un film coreano, di questi violenti, con poliziotti e ladri e mafiosi e assassini. Il telefono mi avvisò dell’arrivo di un messaggio. “Ti mando la bozza del libro via mail”. Era Bruno e con quel semplice sms ebbe inizio la più grande avventura di tutti i tempi.

Sinceramente non ne avevo voglia, avevo la coperta e il film coreano che mi aspettavano contenti. Ma come dire di no a quel grande uomo. Mai aveva scritto cose mediocri, aveva già talento a quell’epoca quando nessuno lo conosceva. Sognava con scrivere il libro più leggendario di tutti i tempi.

Fu così che entrai a controllare la posta elettronica e un attimo prima di cliccare per scaricare il PDF qualcuno bussò (violentemente) alla porta. Rimasi subito agghiacciato, chi poteva essere a quell’ora di notte?

Bussarono di nuovo, sempre più forte e qualcuno urlò “apri questa cazzo di porta o la buttiamo giù” al che constatai che erano più di uno e che erano, almeno, degli energumeni. Presi il computer con me e mi coprii con la coperta a modo di mantello supereroico. “Non mi avrete” , pensai, “chiunque siate non mi avrete, ne a me ne al mio computer”. Ero già nel balcone quando ascoltai la porta cadere con grande frastuono e i passi di varie persone, apparentemente furibonde, entrare nell’appartamento.

Mi arrampicai su per la grondaia fino ad arrivare al terrazzo in cima all’edificio. Il vento era freddo e violento, con il computer sottobraccio e la coperta svolazzare pensai che quella sera non volevo morire.

“Dove sei, ratto?!”  nascosto e pensando ad una possibile via d’uscita, coglioni. “Esci dal nascondiglio e consegnaci SUBITO il tuo computer” ok, questo non lo farò mai. Presi una rincorsa epica per saltare al tetto dell’edificio vicino e quando mi girai per guardare indietro vidi 3 personaggi vestiti di nero con delle maschere negli occhi di colore verde che mi segnalavano e sparavano contro di me.

Sparavano con una pistola strana, sparavano un laser fucsia che rompeva tutto ciò che toccava.

Bruno, pezzo di merda, cosa mi hai mandato?

Correndo di tetto in tetto, con i laser fucsia sfiorandomi, riuscì ad accedere al PDF ed iniziai a leggere. Correvo e leggevo e saltavo ed evitavo la morte. Più leggevo più correvo veloce. Non riuscivo a staccare la vista dal computer ero totalmente dentro il libro.

Correvo e leggevo. Velocissimo non avevo neanche il bisogno di guardare dove mettevo i piedi, non so come, ma qualcuno o qualcosa mi guidava attraverso i tetti della città.

Sentivo le urla dei gorilla “Non scappare mamelucco, non hai scampo!” “Consegnaci il computer e fatti un favore, salta giù verso la strada!!”.

Io correvo sempre più veloce e leggevo ad un ritmo pauroso, ero quasi a metà libro quando mi accorsi che non correvo più tra i terrazzi della metropoli, ero sospeso in aria, stavo volando. Cazzo, volavo come un concorde ai tempi d’oro.

Computer tra le mani, occhi concentrati alla lettura e le stelle del cielo a circondare questo mio strano corpo. I gorilla non li sentivo più e i laser fucsia non illuminavano più il cammino.

Non so quanto tempo rimasi in aria leggendo il libro. Un’eternità piccolissima. Una corta vita intera. So solo che oggi ho il piacere di introdurlo a voi, lettori. Non abbiate paura se qualcuno bussa alla porta, con questo gioiello tra le mani sarete al sicuro.

Bruno, sei forte.

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